Sinossi
Antonio è un uomo sulla settantina che vive a Milano. È da quando aveva dieci anni che fa il barbiere. Ama il suo lavoro, lo si comprende dalla precisione che dedica ai tagli di barba e capelli dei clienti e dalla cura, quasi maniacale, con cui deposita forbici, lame e altri attrezzi dopo averli utilizzati. Un giorno, una conversazione casuale con un giovanissimo cliente diventa occasione, per l’uomo, di riflettere sul ricordo del padre. Una rappresentazione della solitudine nella quotidianità, nel microcosmo del mestiere di un uomo che, a sua volta, è immerso nel macrocosmo dello scorrere del tempo. “Come soli” incarna il flusso dell’esistenza contesa fra il visibile e l’invisibile; di esistenze che, ogni giorno, vediamo apparire e scomparire. Raggi di luce portatori di una geografia personale, costituita da gesti, sguardi e, soprattutto, ricordi.
